Cavalcavia Bussa. Incontro con il settore viabilità

18 Feb

Giovedì 7 febbraio i portavoce del Percorso Partecipativo hanno partecipato a un incontro dedicato al Cavalcavia Bussa che coinvolgeva i tecnici dell’assessorato all’urbanistica (promotore), quelli dei settori mobilità, verde e manutenzione (interlocutori necessari interessati dai diversi scenari d’intervento sul cavalcavia), e l’architetto Luca Simi in rappresentanza del Consiglio di Zona 9.
Obiettivo dell’incontro era una valutazione sulla fattibilità, sulle implicazioni, sugli impatti dei diversi tipi di interventi onde verificare le osservazioni e gli orientamenti dei settori coinvolti e delineare gli approfondimenti e gli step successivi.

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Centro Civico e Bussa: il progetto va avanti. Sintesi dell’ultimo incontro con l’Amministrazione

4 Feb

Il primo incontro per proseguire con il percorso di progettazione partecipata ha avuto luogo il 24 gennaio 2013 presso l’Urban Centre. All’incontro erano presenti, oltre agli assessori De Cesaris e Benelli, alcuni funzionari degli assessorati competenti, il dott. Luca Simi del C.d.Z. 9, Marianella Sclavi, Agnese Bertello, come rappresentanti del gruppo di facilitatori che ha seguito il percorso di progettazione partecipata, Clara Martinato, Tiziana Freti e Claudio Casolo, come rappresentanti dei cittadini coinvolti nel PP.

L’incontro si è aperto affrontando la questione più operativa, cioè la mostra conclusiva di presentazione alla città dei progetti della charrette. La mostra sarà realizzata all’Urban Center nel mese di marzo. Prima di quel mese, considerando la scadenza elettorale, è impossibile trovare una data libera. La data precisa sarà definita nel più breve tempo possibile.

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Garibaldi e l’Isola partecipata: il documento conclusivo

22 Dic
Riqualificazione urbana partecipativa nel quartiere Isola di  Milano

Marianella Sclavi al gong durante la Charrette

Il 20 dicembre 2012 è stato consegnato alle assessore Ada Lucia De Cesaris e Daniela Benelli il documento conclusivo del percorso di progettazione partecipata “Garibaldi e l’Isola partecipata”.

Il documento riassume l’evoluzione del percorso, le diverse fasi attraversate (a partire dalla prima passeggiata di quartiere, nel luglio scorso, fino all’ost e alla charrette tenutesi a dicembre alla Stecca 3, passando attraverso momenti formativi, come il corso, e la giornata sulle nuove municipalità) e rose e le spine che lo hanno caratterizzato.

Il documento individua poi i punti fermi conquistati e i prossimi passi da fare. Si è trattato di un percorso ricco e complesso in cui molte persone hanno messo a disposizione competenze, passioni, energia, tempo, cominciando a creare i primi punti fermi, i primi mattoni della futura Casa del quartiere.
Francesco Togni, Claucio Casolo, Clara Martinato e Tiziana Freti sono i portavoce del PP e avranno il compito di seguire lo sviluppo dei due progetti, per la realizzazione della Casa di quartiere e per il Cavalcavia Bussa.

Già a gennaio sarà fissato un incontro tra i portavoce e l’amministrazione comunale per andare avanti con il lavoro iniziato, valutando tutte le opzioni rimaste aperte in merito alla sede (vicolo de Castillia ovest, cavalcavia Bussa, area IPV), ragionando delle modalità di gestione, affrontando il tema del concorso architettonico.

Nel mese di gennaio inoltre si concluderà presso l’Urban Center, in una data ancora da definirsi, la mostra sui progetti per il cavalcavia nati dalla charrette.

Un grazie da parte di tutti i facilitatori per l’esperienza condivisa.

SCARICA IL DOCUMENTO CONCLUSIVO
Doc conclusivo PP Isola

Sintesi degli esiti dell’OST

18 Dic
 “Cosa deve assolutamente esserci nella Casa del Quartiere Isola perché sia veramente la nostra casa?”

di Marianella Sclavi

Le proposte  emerse e discusse configurano una Casa di Q dotata dei seguenti spazi e relative funzioni:

–   un bar –caffetteria, concerti –aperitivo, con possibilità a di mangiare una torta fatta in casa sia nel giardino che all’interno (proposte 1, 2 , 3, 5, 8, 9 )

–  una cucina attrezzata utilizzata normalmente per ristoro, ma per alcune giornate a disposizione degli abitanti per cene private (proposte: 1, 5, 8 )

–  sala insonorizzata, con indicate le dimensioni in 25/30 mq. (proposte: 1, 2, 7, 8 )

–   auditorium per concerti, balli, cori ecc (proposte: 2)

–  ampio spazio ( “Piazza abitabile”) per incontri numerosi, anche assemblee studentesche, e spettacoli teatrali da valutare se sia sovrapponibile all’auditorium (proposte 3, 5, 6)

–  sale di varie dimensioni per corsi di vario tipo, proposti e frequentati liberamente da chiunque sia interessato, doposcuola ecc. (proposte 1, 7, 8, 9)

–  spazi attrezzati per navigare su Internet e per corsi relativi per anziani e altro. (Proposte: 1, 11)

–  laboratorio/ludoteca per bambini (proposte 2, 8, 9)

–  biblioteca per attrarre chi normalmente non legge libri, con discussione in corso su come trovare un finanziamento  (proposta 11)

–  spazio per “interlocuzione efficace”: sportello del cittadino/ costituzione di un centro sulle modalità di comunicazione fra cittadini e con PA/ mediazione dei conflitti e metodi partecipativi / boutique du droit/ rapporti con volontariato europeo,  ecc.. (proposte 3, 4, 7, 10, 12)

– indicazioni sulla struttura architettonica della Casa: “Un edificio a corte sviluppato in orizzontale piuttosto che in verticale, per favorire la accessibilità, a ferro di cavallo aperto) con vetrate trasparenti come pareti. (proposta 5)

– Discussione in corso sulle modalità di gestione di una tale struttura  che deve auto-finanziarsi.  (proposte 2, 12)

Come si vede, benché l’Ost sia uno spazio ideativo partecipato totalmente gestito dai partecipanti, apparentemente anarchico, i suoi esiti di solito e anche in questo caso sono molto precisi, più completi e specialmente più condivisi di tante riunioni pre-orientate.

 

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Se il quartiere lo progettano gli abitanti (Corriere della Sera, 16/12/12)

18 Dic

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Una scommessa sul Bussa e sulla partecipazione

15 Dic

di Paola Polotti, Emanuele Patti, Giovanni Belviso, Pietro Cecconi, Francesco Togni, Simona Spadoni, Stefania Rosso, Filippo Orsini, Giulia Alberio, Vincenzo Onida.

In questi  mesi il progetto Garibaldi e l’isola partecipata ha preso avvio assorbendo le energie di molti cittadini  con entusiasmo specie  all’inizio e in alcuni momenti di confronto, e una crescente fatica.

L’opportunità di poter progettare insieme spazi per il nostro quartiere dialogando con l’amministrazione  non è davvero cosa da poco: è un’inversione  di tendenza rispetto al passato dei grattacieli e delle speculazioni che calati dall’alto hanno modificato l’iIsola che conoscevamo, è un passo verso modelli  di urbanesimo più illuminati come quelli dei paesi nordici che tante volte ci sono apparsi esempi  da seguire.

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La prima charrette di Milano

14 Dic
Riqualificazione urbana partecipativa nel quartiere Isola di  Milano

Charrette per il Cavalcavia Bussa. Il Tavolo Mathare al lavoro. Foto di Luana Monte

COME I CITTADINI DELL’ISOLA VORREBBERO RESTITUIRE IL CAVALCAVIA BUSSA AL QUARTIERE E ALLA CITTA’

di Giulio Ernesti

Sabato 1 Dicembre, dalle 10,30 alle 18, cittadini, architetti e tecnici  del Comune, raccolti intorno a 8 tavoli di progettazione, hanno collaborato per trasformare il cavalcavia Bussa; uno spazio sotto e mal utilizzato, poco definito, ma, proprio per questo motivo, maggiormente disponibile ad una trasformazione che lo restituisca alla società.

Si tratta di lavori che esplorano l’universo delle attese che troppo spesso non trovano ascolto, posando nello spazio funzioni, servizi ed usi, mettendoli in relazione tra loro, dando loro forma, creando ricchezza collettiva.

Questo è l’esercizio condotto in quella giornata. Cittadini, architetti e tecnici dell’amministrazione hanno lavorato insieme mettendo a confronto le proprie idee e visioni. Lo hanno fatto ascoltandosi, dialogando, chiedendo di continuo ragione delle proprie ed altrui idee e convinzioni , argomentando con le parole, i concetti e soprattutto con il disegno.

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