Archivio | dicembre, 2012

Garibaldi e l’Isola partecipata: il documento conclusivo

22 Dic
Riqualificazione urbana partecipativa nel quartiere Isola di  Milano

Marianella Sclavi al gong durante la Charrette

Il 20 dicembre 2012 è stato consegnato alle assessore Ada Lucia De Cesaris e Daniela Benelli il documento conclusivo del percorso di progettazione partecipata “Garibaldi e l’Isola partecipata”.

Il documento riassume l’evoluzione del percorso, le diverse fasi attraversate (a partire dalla prima passeggiata di quartiere, nel luglio scorso, fino all’ost e alla charrette tenutesi a dicembre alla Stecca 3, passando attraverso momenti formativi, come il corso, e la giornata sulle nuove municipalità) e rose e le spine che lo hanno caratterizzato.

Il documento individua poi i punti fermi conquistati e i prossimi passi da fare. Si è trattato di un percorso ricco e complesso in cui molte persone hanno messo a disposizione competenze, passioni, energia, tempo, cominciando a creare i primi punti fermi, i primi mattoni della futura Casa del quartiere.
Francesco Togni, Claucio Casolo, Clara Martinato e Tiziana Freti sono i portavoce del PP e avranno il compito di seguire lo sviluppo dei due progetti, per la realizzazione della Casa di quartiere e per il Cavalcavia Bussa.

Già a gennaio sarà fissato un incontro tra i portavoce e l’amministrazione comunale per andare avanti con il lavoro iniziato, valutando tutte le opzioni rimaste aperte in merito alla sede (vicolo de Castillia ovest, cavalcavia Bussa, area IPV), ragionando delle modalità di gestione, affrontando il tema del concorso architettonico.

Nel mese di gennaio inoltre si concluderà presso l’Urban Center, in una data ancora da definirsi, la mostra sui progetti per il cavalcavia nati dalla charrette.

Un grazie da parte di tutti i facilitatori per l’esperienza condivisa.

SCARICA IL DOCUMENTO CONCLUSIVO
Doc conclusivo PP Isola

Sintesi degli esiti dell’OST

18 Dic
 “Cosa deve assolutamente esserci nella Casa del Quartiere Isola perché sia veramente la nostra casa?”

di Marianella Sclavi

Le proposte  emerse e discusse configurano una Casa di Q dotata dei seguenti spazi e relative funzioni:

–   un bar –caffetteria, concerti –aperitivo, con possibilità a di mangiare una torta fatta in casa sia nel giardino che all’interno (proposte 1, 2 , 3, 5, 8, 9 )

–  una cucina attrezzata utilizzata normalmente per ristoro, ma per alcune giornate a disposizione degli abitanti per cene private (proposte: 1, 5, 8 )

–  sala insonorizzata, con indicate le dimensioni in 25/30 mq. (proposte: 1, 2, 7, 8 )

–   auditorium per concerti, balli, cori ecc (proposte: 2)

–  ampio spazio ( “Piazza abitabile”) per incontri numerosi, anche assemblee studentesche, e spettacoli teatrali da valutare se sia sovrapponibile all’auditorium (proposte 3, 5, 6)

–  sale di varie dimensioni per corsi di vario tipo, proposti e frequentati liberamente da chiunque sia interessato, doposcuola ecc. (proposte 1, 7, 8, 9)

–  spazi attrezzati per navigare su Internet e per corsi relativi per anziani e altro. (Proposte: 1, 11)

–  laboratorio/ludoteca per bambini (proposte 2, 8, 9)

–  biblioteca per attrarre chi normalmente non legge libri, con discussione in corso su come trovare un finanziamento  (proposta 11)

–  spazio per “interlocuzione efficace”: sportello del cittadino/ costituzione di un centro sulle modalità di comunicazione fra cittadini e con PA/ mediazione dei conflitti e metodi partecipativi / boutique du droit/ rapporti con volontariato europeo,  ecc.. (proposte 3, 4, 7, 10, 12)

– indicazioni sulla struttura architettonica della Casa: “Un edificio a corte sviluppato in orizzontale piuttosto che in verticale, per favorire la accessibilità, a ferro di cavallo aperto) con vetrate trasparenti come pareti. (proposta 5)

– Discussione in corso sulle modalità di gestione di una tale struttura  che deve auto-finanziarsi.  (proposte 2, 12)

Come si vede, benché l’Ost sia uno spazio ideativo partecipato totalmente gestito dai partecipanti, apparentemente anarchico, i suoi esiti di solito e anche in questo caso sono molto precisi, più completi e specialmente più condivisi di tante riunioni pre-orientate.

 

Immagine

Se il quartiere lo progettano gli abitanti (Corriere della Sera, 16/12/12)

18 Dic

articolo2

Una scommessa sul Bussa e sulla partecipazione

15 Dic

di Paola Polotti, Emanuele Patti, Giovanni Belviso, Pietro Cecconi, Francesco Togni, Simona Spadoni, Stefania Rosso, Filippo Orsini, Giulia Alberio, Vincenzo Onida.

In questi  mesi il progetto Garibaldi e l’isola partecipata ha preso avvio assorbendo le energie di molti cittadini  con entusiasmo specie  all’inizio e in alcuni momenti di confronto, e una crescente fatica.

L’opportunità di poter progettare insieme spazi per il nostro quartiere dialogando con l’amministrazione  non è davvero cosa da poco: è un’inversione  di tendenza rispetto al passato dei grattacieli e delle speculazioni che calati dall’alto hanno modificato l’iIsola che conoscevamo, è un passo verso modelli  di urbanesimo più illuminati come quelli dei paesi nordici che tante volte ci sono apparsi esempi  da seguire.

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La prima charrette di Milano

14 Dic
Riqualificazione urbana partecipativa nel quartiere Isola di  Milano

Charrette per il Cavalcavia Bussa. Il Tavolo Mathare al lavoro. Foto di Luana Monte

COME I CITTADINI DELL’ISOLA VORREBBERO RESTITUIRE IL CAVALCAVIA BUSSA AL QUARTIERE E ALLA CITTA’

di Giulio Ernesti

Sabato 1 Dicembre, dalle 10,30 alle 18, cittadini, architetti e tecnici  del Comune, raccolti intorno a 8 tavoli di progettazione, hanno collaborato per trasformare il cavalcavia Bussa; uno spazio sotto e mal utilizzato, poco definito, ma, proprio per questo motivo, maggiormente disponibile ad una trasformazione che lo restituisca alla società.

Si tratta di lavori che esplorano l’universo delle attese che troppo spesso non trovano ascolto, posando nello spazio funzioni, servizi ed usi, mettendoli in relazione tra loro, dando loro forma, creando ricchezza collettiva.

Questo è l’esercizio condotto in quella giornata. Cittadini, architetti e tecnici dell’amministrazione hanno lavorato insieme mettendo a confronto le proprie idee e visioni. Lo hanno fatto ascoltandosi, dialogando, chiedendo di continuo ragione delle proprie ed altrui idee e convinzioni , argomentando con le parole, i concetti e soprattutto con il disegno.

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Alcuni ulteriori elementi sull’ipotesi IPV

13 Dic

Il 13 dicembre abbiamo ricevuto dal geometra Marco Bizzarri, della Direzione Centrale Sviluppo del Territorio, una mail per precisare alcuni elementi importanti per valutare la possibilità di realizzare la Casa del quartiere nell’area oggi affidata all’associazione Isola Pepe Verde. Marco Bizzarri, insieme a Monica Moschella, Giancarlo Tancredi e Martina Magnani, ha accompagnato il percorso di progettazione partecipata fin dall’inizio.
Riteniamo importante pubblicare i contenuti della mail. 

“In considerazione dei tavoli partecipati fin’ora condotti dallo staff della prof. Marinella Sclavi, che hanno portato all’individuazione di due localizzazioni dove costruire il Centro Civico del quartiere Isola, dopo un lungo percorso condiviso anche con i tecnici dell’Amministrzione Comunale, nel caso si ritienesse di considerare come ulteriore possibiltà l’utilizzo dell’area di via Pepe angolo Borsieri, quale localizzazione del futuro Centro Civico del quartiere Isola, si debbono necessariamente affrontare e risolvere i seguenti temi:

  • l’area da utilizzare di circa 2000mq.  deve essere bonificata e pertanto occorre considerare i costi di tale operazione (sondaggi/progetto/lavori/certificazioni).
  • il nuovo edificio non potrà avere una superficie lorda di pavimento (slp) superiore a 500 mq-. (da evitare la zona dei contrafforti/su uno o più piani).
  • si dovrà trovare un accordo bonario e unanime con l’Associazione Isola Pepe Verde alla quale l’area è destinata, come da accordi precedenti con l’Amministrazione (lettera di rinuncia all’utilizzo dell’area e adesione alla nuova iniziativa).
  • occorre verificare l’accessibilità all’area e la ridistribuzione dei parcheggio a raso.

Pertanto, prima di proseguire la discussione su tale opportunità, si dovranno verificare e attuare le indicazioni sopra riportate. Inoltre si dovrà considerare la tempistica sull’attuazione della proposta in discussione.

Cordiali Saluti
Marco Bizzarri”

Lettera dall’Assessore Daniela Benelli

7 Dic

 

L'Assessore Daniela Benelli durante l'Ost all'Isola.

L’Assessore Daniela Benelli durante l’Ost all’Isola.

Carissimi tutti/e
a seguito della segnalazione della volontà, da parte del tavolo di partecipazione sul Cavalcavia Bussa, di esplorare la possibilità di costruire il centro civico su una porzione dell’area destinata a Pepe Verde, mi sono  messa in contatto con l’assessorato all’Urbanistica per verificarne la fattibilità.

Mi è  stato confermato che tempi e costi diverrebbero insostenibili anche solo per i lavori di bonifica dell’area. Inoltre servirebbero studi specifici ex novo sull’area, che si aggiungerebbero ad ulteriori complicazioni tecniche (ad esempio la mancanza di volumetrie adeguate).

Colgo questo spazio di discussione per segnalarvi quindi che questa ultima ipotesi non è praticabile nel concreto con i tempi e il budget a disposizione. Vi segnalo inoltre che siamo già stretti con i tempi e suggerirei di non allungarli ulteriormente.

Molto cordialmente,

Daniela Benelli
Assessore Area Metropolitana, Decentramento e Municipalità, Servizi Civici

Lettera ai pepeverdini

5 Dic

Cari Pepeverdini,

come credo sappiate  nell’ambito della Charrette (il laboratorio ideativo che si è svolto sabato per  immaginare un cavalcavia Bussa riqualificato) è emersa l’idea che la casa del quartiere forse avrebbe la sua sede ottimale proprio alla base del cavalcavia, sfruttando una parte del ponte stesso e una parte (minima) dell’attuale spazio di Isola  Pepe verde, uno spazio che (noi tutti lo sappiamo) avete conquistato con fatica e per tutti noi del quartiere.

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Il Bussa visto dalla Charrette. Otto progetti per un Cavalcavia

3 Dic
Leonardo Sangiorgio crea le magliette del Bussa

Leonardo Sangiorgi (Studio Azzurro)  crea le magliette del Bussa. Foto di Luana Monte

Il 2 dicembre alla Stecca c’è stata la prima Charrette milanese. Questo laboratorio progettuale ha visto lavorare insieme cittadini e architetti per mettere a punto diverse idee progettuali, sul cavalcavia Bussa, che rispondessero alle esigenze fatte presenti dai cittadini nei mesi trascorsi attraverso interviste e momenti di confronto.
La charrette non è un concorso; anzi ha nel metodo della partecipazione e del confronto, con i cittadini ma anche tra architetti, il suo punto più saliente.

La logica del “confronto creativo” ha prodotto – e così si voleva che fosse! – varie contaminazioni tra i  progetti, talvolta anche con rinunce alle posizione/preferenze dei progettisti in favore di un risultato più condiviso.

La stessa presenza di cittadini all’interno dei gruppi, portatori di esigenze e preferenze, ha fatto sì che i progetti diventassero in qualche modo un’espressione non personale ma in qualche modo collettiva. (Diversamente dalle vere e proprie competizioni-concorsi tra architetti in cui ognuno sviluppa ma anche protegge le proprie idee…)

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