Archivio | settembre, 2012

Incontro con Petra Blaisse

28 Set
https://i0.wp.com/www.comune.milano.it/portale/wps/wcm/connect/0de6450045f61a89adb7ef781c582842/6_72_171341.JPG

Rendering della Biblioteca degli alberi. Dal sito del Comune

Sintesi dell’ncontro con Petra Blaisse – studio di architettura Inside Outside
17.09.2012 – Presso l’ufficio urbanistico del Comune di Milano
Per il Tavolo hanno partecipato all’incontro Marianella Sclavi e Giovanni Padula

Di Giovanni Padula

Si è trattato di un breve incontro. La mattina del 17 settembre l’ufficio progetti strategici del Comune di Milano ospitava una riunione tra i tecnici del Comune e il team dello studio di architettura olandese inside-outside, responsabile del progetto del parco “biblioteca degli alberi” che si svilupperà tra via de Castilla e il “podio” con i grattacieli di Porta Nuova. L’incontro è stato facilitato dall’arch. Tancredi del Comune, su richiesta dl M. Sclavi, approfittando di una delle rare visite della Blaisse a Milano. Tecnici e architetti hanno interrotto per una mezz’ora il loro meeting per aggiornarci sullo stato del progetto, conoscere a grandi linee gli obiettivi del Tavolo, individuare eventuali temi comuni di riflessione e rispondere ad alcune nostre domande.

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Centro Civico e Cavalcavia: ecco le proposte per la mission

25 Set

Gruppi al lavoro per definire la mission del Centro Civico

Nelle ultime riunioni, raccolti in gruppi di lavoro, abbiamo elaborato la mission per il Centro civico e per il Cavalcavia Bussa, abbiamo cioè cercato di mettere a fuoco che cosa vogliamo che diventino e che rappresentino per il quartiere e per l’intera città. Ecco cosa vorremmo.

Gruppo 1.

Nel quartiere Isola è iniziato un percorso partecipativo che coinvolge gli abitanti nell’individuazione di linee guida per i progetti del cavalcavia Bussa e del centro civico.

Gli abitanti immaginano che questi due luoghi urbani saranno belli, sicuri e accoglienti.

Due luoghi dove tutti possano ritrovarsi e stare insieme in modo informale, creativo e spontaneo.

Due luoghi che diventino un riferimento per la città, caratterizzati dalla ricchezza che nasce dall’incontro tra le diversità e dallo stare insieme piacevolmente e anche pigramente.

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Le case del quartiere di Torino e il nostro percorso a Milano

24 Set

Una delle insegne della Cascina Roccafranca a Torino

di Francesco Togni

Lo scorso lunedì abbiamo iniziato a conoscere le esperienze nate a Torino, le cosidette “case  di quartiere”, sicuramente molto interessanti.

Finalmente, questa è stata  la sensazione uscendo dall’incontro, la parola “centro civico” inizia ad assumere una possibile fisionomia, perde un po’ di quell’astrattezza che io e, penso altri, abbiamo  sinora percepito.

Certo la serata ha fatto germinare anche altre domande ed esigenze di confronto, approfondimento.

Le case di Torino sembrano basate su un forte protagonismo delle associazioni, chiamate a gestire (all’interno di una forma giuridica collettiva e orizzontale) uno spazio in gado di divenire riferimento per il territorio e punto di erogazione anche per serzizi di pubblica utilità.

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Il Pertini

19 Set

Venerdì 21 settembre alle ore 18.00 a Cinisello Balsamo, si inaugura finalmente la nuova biblioteca civica.

Ripensata dalle fondamenta da Antonella Agnoli, quella di Cinisello sarà molto più di una biblioteca tradizionale, ma un vero centro civico e culturale aperto e coinvolgente. Insomma, uno di quei posti che ci ispirano per ragionare sul nostro centro civico… A proposito, qualche idea sul nome?

Scarica la presentazione: il pertini

11/9/2012 – Incontro sul cavalcavia Bussa

12 Set

Il dibattito sul Cavalcavia Bussa è cominciato con la proiezione di una serie di immagini della Promenade Plantée a Parigi. Ristrutturazione originale e radicale di un lungo tratto ferroviario sopraelevato in disuso che è stato trasformato in un giardino in cui si può solo passeggiare ed eventualmente correre (ma nel rispetto di chi cammina): ne sono escluse anche le biciclette.

Affrontando il tema del cavalcavia Bussa sono subito emersi alcuni punti delicati che dovranno essere sviscerati con attenzione: il tema del mercato (caso che potrebbe diventare un esempio da trattare durante il corso per facilitatori che si sta organizzando all’Isola), i parcheggi, i punti di accesso (tema della sicurezza), la necessità di comprendere il nuovo cavalcavia bussa in una più generale riqualificazione dell’area e un ripensamento coerente della viabilità (velocità, disincentivazione delle auto, intensificazione di mezzi pubblici e prolungamento orari).

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10/9/2012 – Primo incontro per il centro civico

11 Set

Antonella Agnoli racconta cos’è una biblioteca oggi

Dopo una breve introduzione di Marianella che ha riassunto le tappe attraverso cui si snoda in linea di massima un processo partecipativo (vedi post precedente), ci si è divisi in piccoli gruppi per cominciare a ragionare su cosa vorremmo che fosse il centro civico, in particolare mettendo a fuoco quali sono i bisogni del quartiere, cosa manca, a chi quindi si rivolge inizialmente il Centro (perché poi l’identità si costruirà nel tempo) e quali sono le possibili iniziative e attività che vi si svolgeranno.

Da questo infatti dipende anche la definizione del tipo di spazio e del tipo di progetto architettonico (che si tratti di un progetto nuovo o di una ristrutturazione).

Dal lavoro dei gruppi è emerso con chiarezza che servono spazi per gli anziani, per i bambini, per le famiglie, per gli immigrati, per gli adolescenti. In alcuni gruppi si è parlato anche di artisti e artigiani (in questo caso è importante sapere come si organizzeranno nel tempo anche progetti già al via come la Stecca). Altri hanno proposto anche una riflessione sulla necessità di coinvolgere i portatori di disagio mentale. Da coinvolgere anche i gas di zona, che possono avere qui anche uno spazio per ritirare la merce dai contadini.

Serve quindi uno spazio in cui possa esserci una biblioteca, una cineteca, un auditorium, delle sale per i corsi, incontri, dibattiti.

È emerso che sarebbe importante avere uno spazio esterno (un cortile, del verde) e che è necessario immaginare più spazi ampi che possano svolgere funzioni diverse, cambiare d’abito.

 

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Le case del quotidiano

10 Set

La Cascina Roccafranca di TorinoNel corso della chiacchierata con Renato Bergamin, che gestisce Cascina Roccafranca a Torino, il discorso si sposta intorno ad alcune realtà internazionali che per loro sono state d’ispirazione. Poiché immagino che possano essere d’ispirazione anche per noi, chiedo lumi e Renato mette a disposizione di tutti noi alcune schede di sintesi sulle case del quartiere che lui e il gruppo della Cascina Roccafranca hanno visitato in giro per l’Europa quando avevano bisogno di capire come fare a costruire questa nuova esperienza.

Si tratta di: La farinera del clot,  Casal d’Associacions Juvenil, Cotxeres de Sants a Barcellona;  Kempton Town Crypt Community Saint e Housing Estate and Valley Social Centre a Brighton; Bromley by Bow Centre a Londra, Maison du Citoyen a Marsiglia.

Di ciascuno spazio, la scheda analizza in maniera sistematica la storia, le attività, il target, le fonti di finanziamento, il budget, il modello di gestione e gli operatori coinvolti. Un ottimo strumento anche per mettere a fuoco gli elementi su cui occorre riflettere e confrontarsi a fondo per arrivare a definire l’identità del Centro civico.

Ecco le presentazioni:

casa del quotidiano 5

casa del quotidiano 6

I compiti della cabina di regia e l’esistenza di temi tabù

9 Set

La riunione del 5/9 scorso si è aperta presentando i compiti della cabina di regia: si tratta di un gruppo di lavoro operativo, un unico gruppo per entrambi i progetti, che deve farsi carico di alcune funzioni importanti, in particolare di relazione con il territorio, di coinvolgimento e tessitura di rapporti con le associazioni, gli abitanti del quartiere.

Questo sia aiutando fin dall’inizio a individuare e invitare le persone che si ritiene sia importante che partecipino alla progettazione (è quella che si chiama fase di outreach), sia diffondendo con continuità le notizie sul percorso intrapreso, sulla sua evoluzione, sulle tappe da affrontare, ecc. ecc., percependo e portando nel percoso altre informazioni che vengono dal territorio.

Tra coloro che fanno parte della cabina di regia, inoltre, verranno con il tempo individuate alcune persone che avranno il compito di seguire l’evoluzione del progetto anche oltre la consegna del progetto al Comune, segnalando eventuali criticità, ritardi, cambiamenti, e chiedendo se necessario di tornare a discutere per affrontare il cambiamento insieme.

Prendere parte alla cabina di regia significa dunque assumersi un impegno. Sarà sempre possibile entrare a far parte della cabina così come uscirne.

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