Cavalcavia Bussa. Incontro con il settore viabilità

18 Feb

Giovedì 7 febbraio i portavoce del Percorso Partecipativo hanno partecipato a un incontro dedicato al Cavalcavia Bussa che coinvolgeva i tecnici dell’assessorato all’urbanistica (promotore), quelli dei settori mobilità, verde e manutenzione (interlocutori necessari interessati dai diversi scenari d’intervento sul cavalcavia), e l’architetto Luca Simi in rappresentanza del Consiglio di Zona 9.
Obiettivo dell’incontro era una valutazione sulla fattibilità, sulle implicazioni, sugli impatti dei diversi tipi di interventi onde verificare le osservazioni e gli orientamenti dei settori coinvolti e delineare gli approfondimenti e gli step successivi.

L’arch. Tancredi ha tracciato l’inquadramento urbanistico dell’area, ricordando che piazza Freud è una porta civica di grande importanza ed immagine che va riqualificata.

Questo spazio con sosta a pagamento è di proprietà delle F.F.S.S. e la proprietà reclama un incremento del parcheggio perché la nuova linea ad alta velocità che transita per Garibaldi ha notevolmente aumentato le utenze sia in sosta sia per lo stazionamento dei taxi.

Il Comune non pare interessato a concedere altro spazio a parcheggio sul Cavalcavia, anzi tende a togliere anche quello presente poiché nella zona della stazione esistono molti spazi a parcheggio pubblico che possono facilmente essere raggiunti e utilizzati.

 

È stato presentato rapidamente il lavoro svolto nella charrette sul Bussa, indipendentemente dai possibili riferimenti al CC, sottolineando come siano uscite 8 idee tutte meritorie di essere valutate, poiché tutte, declinano l’esigenza di una riqualificazione del cavalcavia e dei suoi 2 terminali posti a sud e a nord (sempre immaginati come piccoli polmoni verdi alla base del ponte). Per il resto la riqualificazione (nelle varie ipotesi) si traduce in una revisione profonda della mobilità, nella predisposizione di spazi attrezzati per lo sport, per altri tipi di attività ricreative e socializzanti, e di spazi verdi pensili.

 

Naturalmente tutto questo comporta un costo non immediatamente stimabile, ma l’amministrazione è intenzionata a reperire le dovute risorse nell’ambito del piano Garibaldi-Repubblica-Varesine. L’incontro ha anche lo scopo di chiarire l’impatto di alcuni interventi iniziando anche a delineare le ipotesi di costo (ordini di grandezza, scenari, approfondimenti da fare).

 

Parlando di tempistica è emersa la possibilità dell’immediata realizzazione di un corsello protetto che permetta un sicuro collegamento alla via Quadrio e al sottostante asilo; questo collegamento, come noi tutti sappiamo, è oltremodo penalizzato dalle difficili pendenze che limitano l’accessibilità ai disabili.

 

Proprio sul contenuto della piastra del Bussa e del suo potenziale utilizzo in sicurezza, ci si è lungamente confrontati valutando gli impatti viabilistici dovuti al nuovo traffico generato dagli edifici di de Castillia e dai taxi in uscita dal podio.

 

Questi aspetti non sono ancora stati perfettamente valutati e inesorabilmente coinvolgono il collegamento dell’Isola con il resto della città e la viabilità di flusso del quartiere.

 

I tecnici hanno tracciato una complessa panoramica sulla funzione del collegamento indotto dal Bussa e sugli scenari sia in caso di limitazione del traffico disincentivato da sistemi di dissuasione, sia nel caso di una riduzione del traffico connessa all’istituzione di un’isola ambientale in tutto il quartiere (30 kmh) sia nel caso della sua totale chiusura e pedonalizzazione.

 

Per approfondire questi aspetti e procedere anche operativamente i tecnici del settore mobilità hanno concordato con l’urbanistica di mettere a disposizione prima possibile (circa 3 settimane) i dati AMAT sui flussi viabilistici del quartiere e del Bussa, studiando i diversi scenari.

 

Il settore mobilità, pur partendo da un orientamento iniziale verso una soluzione di rallentamento della mobilità a 30km/h si è detto aperto e possibilista anche rispetto a scenari più radicali (completa pedonalizzazione) .

 

In questo senso l’attuale presenza di parcheggi sul cavalcavia Bussa non è ritenuta un ostacolo in quanto (è stato detto esplicitamente) dovrebbero esistere soluzioni diversificate e sufficienti nell’area, grazie al sistema di silos, parcheggi sotto il podio e altro.

 

Anche la questione dell’accesso carrabile per i palazzi di Beni Stabili (un vincolo legale) è stata valutata e ritenuta affrontabile in differenti scenari, incluso quello della pedonalizzazione del cavalcavia (creando un piccolo cordolo di accesso da via De Castiglia, di semplice realizzazione).

 

La questione del tipo di intervento complessivo da attuare (viabilità 30km/h vs. pedonalizzazione) pare possa dipendere non solo da considerazioni sui flussi di mobilità, ma anche da altre valutazioni relative alla sicurezza, al tipo di normative e di progettazione della sede stradale e ciclabile, delle rampe di accesso e in definitiva anche tenendo conto dei costi dei vari interventi e scenari.

 

Sul piano tecnico e normativo (sono osservazioni dei referenti per la manutenzione e progettazione stradale) esistono criticità nel far coesistere la carreggiata automobilistica (con gli standard previsti per le zone 30km orari) con aree di gioco/sosta e con la viabilità ciclabile. Si tratta di questioni complesse e difficilmente riassumibili dai “profani” (larghezza minima della carreggiata, presenza di una ciclabile a due sensi, necessità di strutture divisorie importanti tra percorsi automobilistici-ciclabili-pedonali, fino al vincolo di tracciare la carreggiata auto in forma rettilinea e non si muova come immaginato da molti cittadini/architetti durante la Charrette).

 

In sostanza l’intervento in una logica di conservazione e rallentamento della mobilità (30km orari) potrebbe rivelarsi paradossalmente più impegnativo e costoso rispetto ad una soluzione di pedonalizzazione completa che potrebbe richiedere interventi minori sulle strutture, sulle rampe, con minri vincoli nel trattamento e nella distribuzione della piastra. Si tratta di aspetti tutti da verificare e approfondire.

 

Va precisato che anche la soluzione pedonale prevede la prevede la presenza di una ristretta carreggiata auto di servizio, per esigenze particolari e limitate (non per il traffico ordinario).

 

Sempre in relazione algi interventi di messa a norma è stato condiviso che sarà necessaria in ogni caso la realizzazione di ascensori su entrambe le testate per consentire l’accesso delle carrozzine e dei disabili, in considerazione anche della pendenza del cavalcavia e del dislivello rispetto alla strada (si tratta di uno standard obbligatorio).

 

Sulla base degli elementi comuni ai diversi progetti della Charrette (brevemente riassunti) sono state fatte alcune riflessioni relative alla portata del cavalcavia e alla fattibilità dei vari interventi. È emerso come oggi non ci siano dati sufficienti e certificati sugli aspetti statici. il ponte manca di un certificato di collaudo storico poichè gli atti di collaudo nel trasferimento amministrativo del manufatto dalle ferrovie al comune, avvenuto alla fine degli anni’50, sono andati persi.

 

In proposito è stato definito di effettuare approfondimenti tecnici e studi (nuovo collaudo) sulla base di due/tre scenari possibili, dal più leggero/semplice (vicino alla situazione attuale) fino a ipotesi che prevedano un impatto più pesante sul ponte (riporti di terra, altre strutture, percentuale complssivà di superficie caricata ecc.).

 

Gli uffici tecnici del comune lavoreranno anche per cercare di stimare i possibili costi per una riqualificazione del cavalcavia, considerando diverse tipologie d’intervento e scenari (ascensori, accessi, carreggiate, costo per zone con riporti dit erra di vari spessori, costo di aree attrezzate ecc.). L’esigenza è delineare ordini di grandezza realistici ma anche compatibili con i bilanci. In proposito i portavoce del PP e i referenti dell’amministrazione hanno condiviso l’importanza di delineare una riqualificazione ben fatta ma sobria, non faraonica, che sia in linea con la sensibilità del quartiere e con le priorità della città.

 

In fine una nota rispetto alla possibilità di pedonalizzazione della porzione di via pepe che lambisce Isola Pepe verde. Sono state rivolte alcune domande in proposito, sulla scorta dell’orientamento comune a tutti i progetti di raccordare e valorizzare l’area verde alla base del Bussa, eliminando la carreggiata stradale di via Pepe ed eventualmente creando zone aggiuntive e riporti di verde sul cavalcavia. Sia il settore mobilità che il CDZ9 (commissione urbanistica) hanno indicato come questa opzione sia sostanzialmente acquisita e percorribile.

 

Una Risposta a “Cavalcavia Bussa. Incontro con il settore viabilità”

  1. marco 7 marzo 2013 a 20:29 #

    La progettazione partecipata sul Bussa è una gran bella idea ma……
    Peccato che fino ad ora nulla è stato fatto per la messa in sicurezza del Cavalcavia Bussa. Chi deve andare in bicicletta o con un bambino in carrozzina dall’Isola verso via Quadrio (c’è la scuola d’infanzia comunale che serve mezza Isola in via Quadrio) deve rischiare la pelle facendosi contromano la rampa di accesso al cavalcavia, con le auto che sfrecciano. E se ti ammazzano è pure colpa del ciclista o di chi spinge la carrozzina, visto che vige il divieto di accesso a pedoni e ciclisti!

    Ma la cosa più assurda è che il Comune ha sistemato un mese fa lo spazio verde che è all’imbocco del Bussa verso via Quadrio e via d’Azeglio. Il Comune ha pagato metà dei costi, uno sponsor l’altra metà. In totale credo 70.000 €. Bene, non hanno piantato neanche un albero, hanno costruito due scalinate enormi mentre ne bastava una ma…. si sono dimenticati di fare anche un piccolo scivolo per bici e passeggini!!!!!

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